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" Spesso nella tua vita tu troverai che un libro è il migliore amico di un uomo. "

“Se tutto è sotto controllo vuol dire che stiamo andando troppo piano.”

“Dio fece il cibo ma certo il diavolo fece i cuochi…”

“Mangiare è uno dei quattro scopi della vita… quali siano gli altri tre, nessuno lo ha mai saputo.”

“Dio non ha fatto che l’acqua ma l’uomo ha fatto il vino.”

“Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.”

“Che la brocca di vino al bacio d’amore aggiunga il suo bacio.”

Scelti per voi

Christophe Bohun non ha né ambizioni, né speranze, né desideri, né nostalgie. Si lascia svogliatamente amare da una moglie di irritante perfezione e da una cugina da sempre infatuata di lui. «È la pedina» annota ancora la Némirosky sulla minuta del romanzo «che viene manovrata sulla scacchiera, che per due o tremila franchi al mese sacrifica il suo tempo, la sua salute, la sua anima, la sua vita». Alla morte del padre, però, Christophe trova in un cassetto, ben in evidenza, una busta sigillata: dentro, una lista di parlamentari, giornalisti, banchieri che, all’epoca del crac finanziario, avevano ricevuto dal vecchio Bohun somme ingenti per convincere il governo a incentivare i preparativi bellici. Riuscirà questa potenziale arma di ricatto, e di riscatto, a scuoterlo dal suo «molle torpore»? Una pedina sulla scacchiera è un breve romanzo ambientato nei cupi anni Trenta, in cui Irène Némirovsky racconta una realtà facilmente sovrapponibile a quella attuale.

 Irène Némirovsky, Una pedina sulla scacchiera, Adelphi, 2013, 160 pagine

 

 

 
 

L'Ulisse è un libro la cui musicalità è l'aspetto decisivo per tutti i rilanci, deviazioni, sorprese, iterazioni monologanti. È un libro scritto da qualcuno che doveva diventare un tenore, e aveva ciò che i musicisti chiamano «l'orecchio assoluto»; e infine un autore che ha saputo ritrasmettere sulla pagina questa speciale forma di percezione che è la musica, al di là del senso oggettivo o assertivo delle parole.” Gianni Celati il 29 Luglio 2012 su “Domenica” de Il Sole 24 Ore. 

Annunciata e attesa da molti anni, questa nuova traduzione dell'Ulisse è diventata essa stessa una specie di leggenda. Finalmente il lettore può constatare l'entità e la qualità del lavoro di Celati, un lavoro da scrittore, teso a restituire il ritmo e i toni dell'originale joyciano, ritrovando anche, là dove possibile, il sapore delle citazioni di vecchie canzoni, fatti di cronaca dimenticati: insomma, l'enorme massa dei riferimenti alti e bassi di cui il libro è gioiosamente colmo.
La migliore occasione per accostarsi o riaccostarsi a uno dei capolavori della narrativa novecentesca scoprendone, oltre all'intelligenza e alla complessità, la musica di sottofondo, ipnotica e incantatrice.

James Joyce, Ulisse, trad. di Gianni Celati, Einaudi, 2013, 996 pagine


Tre maestri della narrativa contemporanea raccontano la droga che più a fondo ha segnato la società dagli anni Ottanta a oggi. La cocaina. Muove capitali immensi, costruisce imperi, distrugge, ricrea e plasma le coscienze. Rende tutti un po' più criminali. La cercano sia gli operai in fila all'alba in attesa di ingaggio nelle città del Nordest, sia l'insospettabile compagna o compagno della tua vita. In tempi di crisi, è generosa con chi sceglie di servirla. Ci segue come la nostra ombra, così evidente e normale che nessuno più la vede. E allora serve la letteratura per renderla di nuovo visibile. Tre magnifiche storie che rimandano l'una all'altra, tre facce diverse e complementari dello stesso cristallo. Tre scrittori al meglio delle loro capacità, che ci divertono, turbano e costringono a riflettere.

Massimo Carlotto, Gianrico Carofiglio, Giancarlo De Cataldo, Cocaina, Einaudi, 2013, 200 pagine




 

"In Limonov la rivoluzione narrativa è stata il ritmo. Ogni libro che mi metto a scrivere mi suggerisce un tempo, e stiamo parlando di un tempo musicale. Limonov è un allegro con brio, e questa vivacità nasceva proprio dalla potenza del personaggio e influenzava il mio stile: una sorta di tamburo battente che mi ha trascinato, aiutandomi nella stesura." Emmanuel Carrère intervistato da Marco Missiroli il 18 novembre 2012 per il "La Lettura" del Corriere della Sera.

Emmanuel Carrère, Limonov, Adelphi, 2012, 356 pagine


 


 

 

 

 

Pubblicato per la prima volta nel 1969, Cicatrici è un romanzo che Saer scrisse in venti notti, ispirato da un fatto reale. Quattro parti, quattro narratori in prima persona: Ángel, giovane reporter; Sergio, avvocato divorato dal vizio del gioco; Ernesto, giudice misantropo che si ostina nell'ennesima traduzione di Oscar Wilde; Luis Fiore, operaio che commette un omicidio inspiegabile. Quattro vite, ognuna ossessionata da qualcosa, che hanno un unico punto di intersezione: il delitto commesso da Fiore. Saer scrive un romanzo a spirale, per ricreare attraverso la circolarità un'illusione di ordine che nel funzionamento del mondo non esiste, perché nel continuo conflitto tra caos e ordine "non sei tu che vinci, è il caos che accondiscende".

Juan José Saer, Cicatrici, La Nuova Frontiera, 2012, 300 pagine

 

 

 

 

Edito per la prima volta nel 1965, poi quasi dimenticato, Stoner di John E. Williams è stato ripubblicato nel 2006 dalla New York Review Books, suscitando un rinnovato interesse da parte della critica e dei lettori.

Stoner è il racconto della vita di un uomo tra gli anni Dieci e gli anni Cinquanta del Novecento: figlio di contadini, coltiva la passione per gli studi letterari, diventa docente universitario. Si sposa, ha una figlia, affronta varie vicissitudini professionali e sentimentali, si ammala, muore. E’ un eroe della normalità che negli ingranaggi di una vita minima riesce ad attingere il senso del lavoro, dell’amore, della passione che dà forma a un’esistenza.

«Stoner è una storia perfettamente costruita, di un gelido matrimonio e di un disperato amore universitario; si è così vicini all’infelicità del protagonista che si ha paura di respirare» 
Nick Hornby

John Edward Williams, Stoner, Fazi Editore, 2012, 332 pagine